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Perchè il video del tornello invaso è l’emblema della nostra società

Attualità

Il video del tornello invaso è diventato virale nel giro di poche ore, e non sono mancate critiche, condivisioni di supporto, risate e commenti. Siamo a Napoli, stazione di Torregaveta.

Lasciando da parte commenti basati su pregiudizi e immagini dannose sulla Campania e sulla città di Napoli – perchè certe cose si vedono ovunque, siamo sinceri – questo video è davvero l’emblema di una buona parte della nostra società.

Cosa si vede nel video

Il video mostra molte persone in attesa di varcare il tornello che limita l’accesso ai binari a chi si è munito di biglietto. Dopo poco, un ignaro passeggero – forse turista – decide di passare obliterando il suo biglietto. Nel giro di pochi secondi, questa marea di gente si lancia verso il tornello, cercando di passare prima che si chiuda. Fanno da sottofondo risate e commenti, che mostrano come la pratica sia consolidata e quotidianamente utilizzata.

Non c’è molto da aggiungere. Il video mostra chiaramente intere famiglie – bambini compresi – che si muovono con rapidità e sicurezza. Una pratica che, ricordiamo ancora una volta, non è usanza solo napoletana. Ovunque i controlli siano limitati o i tornelli inesistenti, diventa difficile verificare chi abbia realmente il biglietto e chi no.

Siamo sicuri che sia così divertente?

Risate in sottofondo, risate tra i commenti, condivisioni. E, come al solito, cadute populiste su un fantomatico “diritto” di evitare di pagare come risarcimento danni per ritardi, soppressioni, danni alle infrastrutture. Che è, più o meno, l’unica scusa che queste persone sono in grado di adottare per giustificare un gesto che è a tutti gli effetti un reato.

Non me la sento di discutere sul tema del trasporto pubblico in Italia. Da pendolare, mi rendo conto che ci sia un serio problema dato da tagli ai servizi, aumento dei costi per i fruitori, mancanza di manutenzione. Ma d’altro canto, è inutile lamentarsi se si è i primi a decidere – per partito preso – di non pagare il biglietto. Ho sentito spesso, nei commenti sui social, sulle banchine del treno in ritardo, lamentarsi e dichiarare senza mezzi termini l’intenzione di non pagare più l’abbonamento.

Queste soluzioni non servono a nulla. Se tutti ragionassero così, sarebbe la fine di ogni servizio pubblico. Forse in Italia, prima di parlare al vento, sarebbe meglio farsi un esame di coscienza e rendersi conto di quante infrazioni facciamo quando viaggiamo senza un biglietto o commettiamo una piccola infrazione. Nel nostro piccolo, possiamo fare molto. Ma finché ci si divertirà di fronte a questo genere di testimonianze, le lamentele saranno solo parole al vento.